Chi sono

Mi chiamo Ubaldo Bocci, fiorentino. Nella mia città sono nato, cresciuto e ho studiato fino alla maturità scientifica.

La politica la incontro per la prima volta a scuola, purtroppo nella sua veste peggiore, quella della sopraffazione. Vedo un ragazzo assalito da una ventina di coetanei. Per istinto mi schiero al suo fianco, e quando poi gli chiedo le ragioni dell’aggressione, mi disse: “A Firenze non si può essere di destra”.

L’evento decisivo della mia vita avviene a 17 anni, quando quasi per caso mi trovo a Lourdes. È lì che incontro davvero l’umanità, nella sua profondità concreta, quella di chi ha bisogno ma soprattutto quella di chi accompagna.

La mia vita si riorienta attorno all’impegno nel volontariato, con l’Unitalsi. Da quel momento non mi abbandona più l’idea che in una società ci dobbiamo occupare dei più deboli e degli esclusi, sempre dentro quelle regole senza le quali nessuna solidarietà è possibile.

La mia filosofia è sempre stata: bisogna fare cose non per qualcuno, ma con qualcuno. In Unitalsi ho iniziato da barelliere e ho terminato nella dirigenza nazionale, senza mai cessare di portare la barella.

Inizio a lavorare giovane, ho la mia prima busta paga a 19 anni. Faccio anche il benzinaio, entro nella mia prima azienda da fattorino, quando ne esco sono nell’amministrazione.

Con mio fratello Enrico dobbiamo salvare lo storico negozio di tessuti di famiglia, in crisi dopo la scomparsa di mio padre. Ci riusciamo.

Dal 1986 supporto famiglie e imprese nella gestione dei loro patrimoni. Sono arrivato ad essere membro del Consiglio di Amministrazione di Azimut Capital Management, dunque credo di essermela cavata.

Devo dire un grazie sincero alla mia famiglia, a mia moglie Paola e ai miei figli Carolina, Umberto, Benedetta e Bernardo, per la pazienza infinita che hanno sempre avuto nei confronti miei, del mio lavoro e delle mie passioni.

A proposito: ho tifato sempre e solo Fiorentina, mi commuovo ancora a ricordare l’eleganza di Antognoni e il cuore di Iachini.

Riguarderei all’infinito “Il Cacciatore” di Michael Cimino e non smetterei mai di ascoltare “Il mio canto libero” di Lucio Battisti.

Il mio piatto preferito? Per distacco la bistecca. Che per noi è quella che tutto il resto del mondo chiama “fiorentina”. Non a caso.

Curriculum vitae

Casellario