Il Programma

Firenze ha bisogno di un cambiamento vero, fatto da gente libera da condizionamenti, libera dalla necessità di equilibri e privilegi che si sono consolidati e che hanno condizionato le scelte fatte, portando al risultato che abbiamo davanti a noi.

A Firenze serve una visione; prima ancora di mettere in atto delle azioni di governo, prima di fare cose. Perché Firenze sia artefice del proprio destino e torni al rango che le spetta. Ecco la nostra visione di Firenze, il nostro programma di mandato.

Riprogettare la città

Firenze ha alle spalle oltre un decennio di annunci, inaugurazioni estemporanee, cattedrali nel deserto, progetti avviati e abbandonati, continui singoli rattoppi, interventi in emergenza perenne. Un periodo segnato dalla rincorsa all’applauso prima e dall’affanno amministrativo poi.

È il momento di riprogettare la città con una visione strategica alta che guardi al futuro, dia risposte alle esigenze di tutti i giorni e proietti Firenze dove deve essere: tra le capitali del mondo.

Affronteremo i grandi temi della sicurezza, della viabilità, della mobilità, dei collegamenti, del giusto rapporto tra centro storico e quartieri, delle grandi infrastrutture, delle incompiute che deturpano il tessuto urbano, della riqualificazione di aree dismesse nel centro e intorno a Firenze. Tutto questo per rendere Firenze nuovamente vivibile, nuovamente in grado di sostenere l’impresa, di attrarre energie e investimenti; nuovamente modellata intorno ai fiorentini.

Sicurezza

Chi ci parla di una città sicura, parla di una città che non conosce, non vive, non ama.

I numeri invece, che non si possono piegare alla politica, concordano nell’indicare la nostra città tra le più insicure d’Italia. E dietro i numeri, le tabelle, le classifiche senza appello, c’è la quotidianità vissuta dai fiorentini: disagio, frustrazione, senso di impotenza, continua esposizione alla delinquenza, alla violenza.

Dobbiamo illuminare tutte le strade e tutti i quartieri, bonificare le piazze e i parchi sottratti ai fiorentini riportando ovunque la legalità. Il Sindaco tornerà ad essere garante, in prima persona, della sicurezza dei suoi concittadini in coordinamento con le autorità territoriali preposte ed il Ministero degli Interni, verrà creato l’assessore alla sicurezza con le deleghe necessarie per affrontare l’emergenza.

Sarà avviata l’operazione Firenze Sicura: saranno aumentati e distribuiti in modo capillare i presidi mobili e i distaccamenti stabili nei quartieri in particolare sfruttando locali di pertinenza dell’amministrazione ora non utilizzati; sarà garantito il pattugliamento notturno, sarà coinvolto il personale delle nostre forze armate a maggiore tutela della sicurezza urbana al fine di contrastare immediatamente fenomeni di microcriminalità diffusa e tornerà centrale il ruolo della polizia municipale: ai nostri vigili saranno finalmente garantiti formazione, organizzazione (con il potenziamento, in particolare, del reparto di sicurezza urbana), dignità e mezzi per presidiare le strade.

Sviluppo economico e Competitività

Industria, media impresa, imprese individuali, alto artigianato e commercio tutti insieme concorrono alla creazione del Made in Firenze, un marchio che identifica la qualità del lavoro e un patrimonio di conoscenza unica.

Tutelare l’export, sostenere la filiera locale, attrarre nuovi investimenti, stimolare la nascita di start-up e micro-imprese, rivitalizzare le botteghe storiche, combattere la contraffazione, incidere davvero sul comparto del turismo con investimenti mirati e finalmente rilevanti, si può e si deve, confrontandosi con gli scenari globali e semplificando regole e norme con una pubblica amministrazione più efficiente.

Stimolare iniziative di project financing pubblico privato per dare impulso all’economia di Firenze, abbassare la tassazione di competenza comunale, oggi nettamente superiore alla media nazionale, per ridare ossigeno all’impresa e a chi produce.

Lavoro e Formazione

Dobbiamo tutelare il lavoro, la conoscenza e la professionalità dei fiorentini e creare le condizioni per generare nuova occupazione in un mondo sempre più competitivo.

Firenze può e deve essere una grande culla di imprese, di tendenze, di eccellenze come è sempre stata nei momenti migliori della sua storia. Deve tornare a esaltare la creatività e le capacità dei fiorentini nella tradizione artigianale come nella innovazione digitale e per questo deve essere capace di attrarre le migliori energie internazionali per la creazione di incubatori di impresa, centri di eccellenza nella formazione professionale, in particolare dedicata ai mestieri dell’alto artigianato, e la costruzione di un moderno campus diffuso in cui far incontrare il mondo della ricerca e quello dell’innovazione.

A questo scopo saranno attivate tutte le iniziative possibili per favorire la riqualificazione di aree e comprensori dismessi, incentivando così anche una positiva rigenerazione urbana dove oggi imperversano l’abbandono e il degrado, con la creazione di cittadelle dell’alto artigianato.

L’amministrazione ha la possibilità di agire con agevolazioni fiscali (Imu, Tari, Cosap) a supporto dell’impresa, ma anche dei privati che intervengono sulle loro proprietà in funzione di decoro urbano, e facendosi garante nelle operazioni di accesso al credito: è necessario agire con un programma di interventi mirati deciso.

Servizi ai Cittadini

Oggi si dice “Smart-City” ma si intende ancora città a misura d’uomo. Le iniziative nell’innovazione tecnologica dei servizi ai cittadini non devono più rispondere ad esigenze di mera vetrina, di gara sterile con altri esperimenti di altre città come finora avvenuto; non più indicatori furbescamente attivati, non più interventi spot slegati tra loro per mancanza di visione, ma azioni sistematiche e sistemiche sull’intero tessuto urbano.

E allora è vero, sulla città di strade, piazze e costruzioni va edificata una città immateriale di strade, piazze e costruzioni virtuali dedicate alla condivisione delle informazioni che possono viaggiare in rete. Ma oltre la tecnologia, sono i servizi essenziali ai cittadini il fondamento di una città intelligente: un centro direzionale che raccolga gli uffici dell’amministrazione, la pulizia, il decoro, trasporti efficienti e sicuri, una gestione efficiente e sensata della raccolta dei rifiuti, dell’acqua pubblica e dei lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria.

Bisogna intervenire dove possibile per una maggiore integrazione delle iniziative private con quelle avviate dall’amministrazione, ad esempio sulla video sorveglianza urbana.

Firenze deve veramente, concretamente, nella vita di tutti i giorni, competere con le capitali del mondo per la qualità della vita dei suoi cittadini.

Mobilità e Viabilità

Il problema della mobilità di Firenze ha raggiunto livelli inaccettabili.

Ciò nasce dal fatto che per decenni si è amministrato e gestito il territorio senza tenere conto delle necessità infrastrutturali e dei conseguenti impatti ambientali di cui Firenze abbisognava e tuttora abbisogna. La mole di traffico esterno che preme sulla città è tale che non consente la mobilità interna, propria della Città, in misura accettabile.

Bisogna dotare Firenze di adeguate infrastrutture che, a differenza di come è stato fatto sin ora, rispondano ad una visione unitaria, strategica, che va oltre il periodo di una legislatura.

La pressione e la domanda di mobilità in accesso a Firenze va regolata all’ingresso – in particolare per l’accesso di Bus turistici attraverso un ingresso dedicato e controllato – e vanno previste strutture di mobilità meno impattanti; bisogna ripensare alla viabilità cittadina sostituendo molti dei semafori esistenti con rotatorie le quali riducono in maniera sostanziale traffico, incidenti, inquinamento acustico e ambientale e sostituire alcuni semafori con semafori intelligenti.

Per non intasare il traffico cittadino è necessario creare una collaborazione con la Società Autostrade per rivedere il costo della percorrenza del tratto autostradale  Firenze nord – Firenze sud e viceversa ai residenti a Firenze che devono spostarsi lungo questo tratto per raggiungere il luogo di lavoro.

Sarà indispensabile dare avvio ad un’opera che parallelamente al tratto autostradale colleghi il nord e il sud della città senza il passaggio attraverso i viali già congestionati.

Le tranvie realizzate mostrano già il limite di non essere state pensate in riferimento ad un progetto organico; l’ulteriore espansione della rete tranviaria va rapportata a due concetti: nessuna ulteriore tranvia lungo i viali del Poggi; valutare forme alternative e più sostenibili di collegamento con Bagno a Ripoli.

Firenze ha bisogno di due stazioni per autobus (ingressi sud-est e nord ovest) di parcheggi scambiatori con adeguati servizi e rispettosi del decoro ambientale; di un collegamento fra le due rive dell’Arno a valle del ponte all’Indiano (nuovo ponte sull’Arno in zona Ugnano-Le Piagge) per recuperare al tessuto cittadino le periferie con conseguente riqualificazione della viabilità nei quartieri Ugnano – Mantignano su una riva e i quartieri Le Piagge – Brozzi – Quaracchi – Peretola sull’altra.

È necessario dare soluzione definitiva per eliminare i tremendi disagi dell’incrocio tra flusso di traffico proveniente dal ponte all’Indiano e flusso di traffico proveniente dall’autostrada A11 all’ingresso della città e in uscita.

Ponte alla Vittoria non può più essere l’unica arteria di flusso per il traffico da e per FIPILI, l’Isolotto e Scandicci; completare la tangenziale e creare, lungo la direttrice Viale XI Agosto, un nodo intermodale del trasporto (trasporto su rotaia-su gomma-per via aerea) a nord – ovest. Fondamentale poi individuare aree di parcheggio per i residenti e non solo; specialmente in Oltrarno e nella zona Santa Croce e Santissima Annunziata; bisogna creare corsie preferenziali a percorrenza promiscua e controllate, salvaguardare Firenze dal traffico ferroviario delle merci con l’eliminazione del transito sul percorso cittadino; favorire e incentivare lo sviluppo della mobilità elettrica (e-mobilità): auto, bus e camion elettrici; ricarica delle batterie dei bus e camion nelle stazioni autobus – ricarica lenta delle batterie in tutto il territorio comunale e contestualmente potenziare il servizio ATAF con più corse notturne e bisogna potenziare il servizio metropolitano su rete RFI.

Grandi Infrastrutture

Se c’è un aspetto in cui la mancanza di visione strategica ha manifestazioni concrete, tristemente evidenti, è nelle grandi infrastrutture.

In quelle realizzate seguendo progetti vecchi di trent’anni, con tecnologia superata come la tranvia affronta solo in parte il tema della mobilità, ma fuori da una visione generale, non risolve il problema della viabilità; in quelle di cui si parla in casa degli attuali amministratori, tra interlocutori locali e del governo da cinquanta anni almeno, come l’adeguamento dell’aeroporto alle aspettative di Firenze in termini di capacità e di tutela degli abitanti di Quaracchi, Brozzi e Peretola in particolare, a quelle mai nate come lo stadio nuovo, a quelle avviate e per troppo tempo frenate come l’Alta Velocità e l’uscita autostradale.

Ridefinire la mobilità di Firenze con interventi leggeri, parcheggi scambiatori, tecnologia e modelli attuali che facciano recuperare tempo e qualità della vita, avviare i lavori all’aeroporto, trovare soluzioni immediate per il futuro della Fiorentina e affrontare in una visione unitaria gli snodi delle infrastrutture per riportare Firenze al centro del sistema-Italia.

Turismo e Qualità

Non si misura in quantità, non si misura solo in quantità: il turismo che vogliamo a Firenze è quello di qualità.

Uno degli aspetti economici più significativi degli ultimi decenni è la crescita esponenziale del settore dei servizi per il turismo in generale e, da qualche tempo, per il turismo culturale in particolare. Quest’ultimo si basa su un’offerta organizzata non solo di attrazioni culturali rivolta a persone colte o intellettualmente curiose, ma a rendere possibile il viaggio di esperienza.

Solo una attività seria di regolamentazione chiara e snella delle nuove forme di ospitalità può tutelare l’indotto economico e agevolare chi davvero vuole fare impresa.

Solo una articolata azione di promozione e di indirizzo da parte dell’amministrazione e dei grandi attori del comparto, attraverso una agenzia di marketing e incoming territoriale davvero e finalmente nelle condizioni di competere e incidere, può incentivare un turismo più attento, dai tempi meno frenetici e dalle ricadute economiche più interessanti per l’intera città.

E solo la realizzazione di infrastrutture – una sala convegni che possa competere con le più grandi in Italia e adatta e all’altezza delle esigenze del turismo business – può far convergere su Firenze flussi davvero significativi di top spender.

Mettere in campo tutte le iniziative possibili per riequilibrare il rapporto tra turismo di esperienza e quello business dei grandi convegni, rispetto a quello mordi e fuggi, è obiettivo prioritario nell’interesse della collettività.

Welfare e Sport

Dietro la città d’arte ammirata dal mondo, i nostri cittadini sanno bene che si nascondono gravi problemi sociosanitari, tipici dell’invecchiamento, della disabilità e del disagio sociale.

A questi bisogni i servizi sociali del Comune, in gran parte delegati alla Società della Salute, pesante e non efficiente struttura burocratica, non rispondono che in modo superficiale.

Occorre aumentare la disponibilità di strutture sociosanitarie sul territorio attraverso una attenta liberalizzazione, occorre creare strutture snelle che rispondano tempestivamente ai bisogni sociali dei cittadini, come ad es. una Rete comunale di solidarietà con un suo numero unico, occorre integrare l’offerta di strutture residenziali a partire da Montedomini fino al recupero di spazi comunali oggi inutilizzati.

Bisogna applicare tariffe puntuali sui servizi come già avviene in altre città italiane e dare avvio a politiche di bilancio sul modello del “quoziente famigliare”. Il Sindaco, massima autorità sanitaria del Comune, deve vigilare attivamente sulle prestazioni delle ASL, a partire dalle liste di attesa e dai servizi di emergenza.

Altri interventi sono possibili, sull’odontoiatria, la disabilità, gli asili nido, il banco alimentare, gli animali di affezione, con l’unico obiettivo di mettere al centro la persona disagiata, spesso anziana e sola. Bisogna ad esempio ripristinare il servizio mensa a domicilio di assistenza agli anziani soli.

Bisogna dare in particolare molta attenzione alla modalità di assegnazione di case popolari e di posti negli asili, perché le mutate condizioni delle nostre città, con le ondate migratorie, non creino sperequazioni a danno dei cittadini residenti. Attivare ogni possibile forma di sostegno alla creazione di nidi aziendali ed altre iniziative in seno ad aziende private.

Bisogna sbloccare i finanziamenti per accelerare gli interventi di ristrutturazione delle case popolari ora vuote e soggette al degrado.

L’attività sportiva è fondamentale per la crescita e la buona salute di una città. Bisogna investire risorse adeguate per supportare le società sportive che, con la loro attività, promuovono la promozione della salute e del benessere psico-fisico, i processi educativi, il sostegno alle pratiche d’inclusione sociale, la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni sociali.

Bisogna creare un sistema diffuso di centri sportivi polivalenti in grado di soddisfare le esigenze crescenti dei quartieri e stimolare la collaborazione pubblico-privato anche in questo settore. Bisogna pensare ora al futuro utilizzo dello stadio Artemio Franchi: affianco all’attività sportiva che deve rimanere viva, la struttura deve essere un luogo di aggregazione sociale verticale con ogni iniziativa possibile di condivisione della cultura; ospitare una mediateca moderna; qui deve essere allestito il Museo della Fiorentina ed il Museo del Calcio Storico.

Bisogna ridare vita al Forte Belvedere con iniziative a favore dell’aggregazione sociale e giovanile in particolare.

Bisogna pensare ai giovanissimi meno fortunati con contributi diretti ad agevolare l’accesso dei nostri giovani tra i 6 e i 17 anni – con un ISEE uguale o inferiore a 12 mila euro – al mondo dello sport; bisogna creare un sistema di premialità per le società sportive virtuose nei rapporti con l’amministrazione comunale e che realizzino progetti di inclusione sociale in particolare con giovani con disabilità.

Ambiente e Tutela

A Firenze il tema ambientale è stato per anni dimenticato, per mancanza di visione strategica e di indirizzo politico, per poi ricorrere a soluzioni improvvisate, azioni tampone realizzate con investimenti inadeguati. Con il risultato che queste azioni di parziale recupero si sono presto rivelate inefficaci e, alla lunga, anche molto più costose del previsto per la comunità.

Quando si parla di ambiente invece, si deve partire proprio dai termini “futuro” e “costanza”: nel controllare e mantenere buona la qualità dell’aria, nella manutenzione del verde pubblico, nel controllo dei fossi tombati, nel risanamento in materia acustica, nella pulizia e nella gestione dei rifiuti.

Il nostro territorio oggi ha un patrimonio arboreo devastato e senza un piano di manutenzione pluriennale; la qualità dell’aria peggiora ogni giorno senza che siano state avviate significative azioni al riguardo e anche la stessa rilevazione è inadeguata mancando centraline adatte e correttamente posizionate; non esiste un piano di risanamento acustico e il piano di classificazione acustica, che risale al 2004, dev’essere aggiornato.

l semplice rispetto delle direttive sull’obbligo di acquisti verdi per le PPAA e per le scuole e di rispetto degli animali, ad oggi disattese, sarà il primo passo verso la diffusione di una cultura della sostenibilità. Per questo ci sarà un impegno serio nella direzione di:

  • privilegiare l’attendamento di circhi e spettacoli senza animali;
  • ridurre gradualmente le licenze dei fiaccherai fino alla totale abolizione;
  • vietare l’utilizzo di fuochi d’artificio, soprattutto nel periodo Natalizio;
  • incentivare l’adozione di cani e gatti abbandonati nei canili e nei gattili, attraverso un rimborso per le spese veterinarie;
  • potenziare la collaborazione tra Guardie Ecozoofile e amministrazione.

Particolare attenzione sarà data ai giardini e ai parchi cittadini con la creazione di parchi a tema e con il recupero vero alla cittadinanza del Parco delle Cascine che non soltanto è il principale parco urbano e metropolitano, polmone verde di un’area vasta, ma che deve essere luogo di incontro e benessere cittadino sempre fruibile nella massima tranquillità.

La sua rilevanza come ecosistema urbano fluviale deve consentire poi di affrontare finalmente e con la necessaria attenzione con le autorità preposte i grandi temi ambientali e di messa in sicurezza dell’Arno e dei suoi affluenti.

Cultura e Tradizioni

Come può la Firenze non avere un Assessore alla Cultura che si occupi a tempo pieno di un patrimonio (materiale e immateriale) smisurato comprendente musei, istituzioni, accademie, eventi e tradizioni?

All’Assessore alla Cultura verranno forniti i necessari mezzi per rendere più solide non solo le istituzioni di maggior prestigio e importanza, ma anche quelle che in tutti questi anni sono state ingiustamente considerate minori e che invece costituiscono elementi essenziali di un tessuto che fa di Firenze una città unica al mondo, dove storia e cultura si sono sedimentate per oltre duemila anni, lasciando testimonianze che ogni Giunta Comunale ha il dovere di conservare e tutelare.

Per questo sarebbe opportuna la nascita di un Museo della Storia di Firenze. In questa ottica saranno realmente valorizzate le nostre tradizioni popolari, causa ed effetto di una visione identitaria distintiva, storicamente determinata, e gli antichi mestieri, fondamentale tassello della nostra cultura del lavoro.

A questa figura risponderà anche il nucleo delle “Belle Arti”, un gruppo di lavoro composto da professionisti (storici dell’arte, architetti, restauratori, artigiani etc…) in grado di valutare lo stato di conservazione e tutela delle opere, programmare interventi di restauro e/o ripristino sui beni culturali di competenza del Comune di Firenze.